A volte, per fare un salto evolutivo, basta un tizio solo con un computer, un sacco di tempo e una quantità industriale di ostinazione.
Uscito in un’era in cui ogni videogioco era pieno di sprite e barre della vita, un uomo decise di buttare via tutto e raccontare una storia senza dirti una parola. Una mossa che oggi chiameremmo “visionaria”, all’epoca forse “incosciente”.
Insieme vedremo come Another World, un capolavoro eterno tra i videogame, sia riuscito a superare numerose sfide tecniche, insormontabili per l’epoca, e scopriremo come l’ossessione di un singolo sviluppatore, che evidentemente non aveva idea di cosa significasse “limite tecnico”, abbia portato l’industria del videogioco e la programmazione in generale in un… altro mondo. Preparatevi a sentirvi un po’ pigri!


